Le mille e una proprietà dell'amaranto

Le mille e una proprietà dell'amaranto

L’amaranto è originario del Centro America e costituiva uno degli alimenti base degli Aztechi, che utilizzavano per i riti religiosi. Ed è proprio per questo motivo che i Conquistadores cercarono di renderlo illegale. Però non ci riuscirono perché le straordinarie proprietà e caratteristiche nutrizionali di questa pianta risultavano indispensabili per la popolazione.
E’ stato poi dimenticato per tanti anni, e “riscoperto” in USA attorno agli anni ’60, ma attualmente coltivato anche in altre zone del mondo come Perù, Messico, Bolvia, Ecuador, e più recentemente anche in Cina e India.
L’amaranto, come la quinoa, è stato selezionato per la dieta degli astronauti per il suo alto valore nutritivo e la sua capacità di crescere in condizioni sfavorevoli. E’ stato per questo motivo descritto dalla NASA come un alimento CELLS (Controlled Ecologic Life Support System) e viene coltivato nei viaggi nello spazio dal 1985.
E’ tuttavia considerato un pseudo cereale perché i suoi grani sono simili a quelli dei cereali. Non fa parte della famiglia delle graminacee e quindi non è un “vero” cereale, come è il caso del grano saraceno, la quinoa, il sagù e la manioca.
Nell’amaranto ci sono 20 amminoacidi e contiene più proteine di altri cereali senza glutine (possiede quasi il doppio di lisina). Una tazza fornisce 28 grammi di proteine, mentre il riso ne ha circa la metà. Non a caso è definita “superfood”, proprio perché contiene numerosi aminoacidi essenziali.
La sua digeribilità è del 93%, per cui viene introdotto nelle diete di persone con problemi intestinali, nello svezzamento di bambini e come alimento di base nella preparazione di pappe per bambini e anziani.
Data la sua elevata quantità di minerali, l’amaranto è un antiossidante naturale per eccellenza. Il suo contenuto di magnesio riduce il rischio di ipertensione, di malattie cardiache e previene l’arteriosclerosi.
Aiuta inoltre il rilassamento dei vasi sanguigni. I carboidrati dell’amaranto generano un effetto probiotico nel nostro corpo, cioè intervengono nella prevenzione delle malattie, soprattutto nella tratto intestinale, essendo considerati principalmente degli anti tumorali naturali.
La farina di amaranto Molino Rossetto di ottiene da piccoli semi di alcune varietà di piante appartenenti al genere che porta il nome di Amaranthus, dalla storia molto antica appunto. La farina che si ricava dagli straordinari semi di questa pianta (i cui colori variano dal dorato al marrone, dal rosa al bianco), è un ottimo ingrediente per chi segue una dieta priva di glutine.
L’aroma netto, con sentori di tostato simili a quelli della frutta a guscio, ricorda un po’ il gusto delle farine integrali e quello del malto. Se gli aromi della farina di amaranto sono troppo decisi, potete tostarla in forno per 3 ore a 90°C e il suo sapore diventerà più delicato.
E’ ideale per addensare salse o per compattare ripieni, a cui conferisce un piacevole aroma. Può essere utilizzata anche per la realizzazione di frolle e biscotti (come la crostata di amaranto e marmellata) che non necessitano di forti strutture, come il pan di spagna. Può essere usata in purezza ma assorbe molta acqua, pertanto occorrerà aumentare il dosaggio dei liquidi.
La farina di amaranto è ottima in abbinamento con la farina di riso Molino Rossetto, dando così un gusto un po’ più integrale, rafforzando il gusto rustico; ma anche con la farina di quinoa Molino Rossetto, soprattutto per le preparazioni salate; con l’amido di tapioca e la fecola di patate, che danno così compattezza e struttura. Risulta inoltre perfetta negli impasti dagli aromi forti, come quelli con spezie, cioccolato e frutta a guscio.
I modi in cui mangiare l’amaranto sono molteplici. L’amaranto soffiato di Molino Rossetto, per esempio, è ideale per iniziare bene la giornata: mescolandolo assieme ad altri cereali nel latte o nello yogurt.